Corso di scacchi, lezione 4: il mediogioco prima parte

Il mediogioco è la fase centrale della partita a scacchi, in questa lezione e nella successiva imparerete la differenza tra tattica e strategia

Andrea Pastore 06/09/2015 0

Il mediogioco è la fase di una partita a scacchi che comincia dopo l'apertura e termina quando sono rimasti pochi pezzi sulla scacchiera (a quel punto si entra nella fase finale).
Bisogna cercare di portare attacchi al re nemico, di sfruttare gli errori dell'avversario nella fase di apertura per far volgere la partita a nostro vantaggio, o per prepararsi ad un finale favorevole. Nel mediogioco entrano in scena due aspetti fondamentali negli scacchi: la strategia e la tattica. La strategia consiste nel piazzare i pezzi nella migliore posizione possibile tenendo conto di diversi fattori, tra cui:

Controllo del centro
il centro della scacchiera riveste un'importanza fondamentale, perché molti pezzi controllano più case se sono posti nelle case centrali. Per questo chi controlla il centro in una partita ha maggiori probabilità di vittoria.

Case forti e case deboli
una casa forte è una casa al riparo dall'attacco di pedoni nemici, vicina alle linee avversarie e controllata da un proprio pezzo, una casa debole è una casa forte per l'avversario. Nell'immagine accanto una casa forte per il bianco è la casa c5.

La colonna aperta
una colonna si dice aperta se su di essa non ci sono pedoni, si dice semiaperta se ci sono pedoni solo del giocatore avversario (con opportuni attacchi è facile trasformare una colonna semiaperta in colonna aperta).

La struttura dei pedoni
la struttura pedonale può fare la differenza in un finale di pedoni. Nella figura a lato si vede che il nero ha due pedoni nella stessa colonna. Questa situazione si chiama impedonatura ed è uno svantaggio in quanto i pedoni sulla stessa colonna non possono aiutarsi tra loro. In questo caso potrebbe essere vantaggioso per il bianco, che non ha impedonature, cambiare tutti i pezzi per arrivare ad un finale di pedoni.

Pedoni passati
un pedone si dice passato quando nessun pedone avversario può fermarlo nella sua corsa verso l'ultima traversa. Ovviamente possono esserci altri pezzi in grado di fermarlo, ma un pedone passato può essere molto pericoloso.

Valore di Alfiere e cavallo
a seconda della partita un alfiere può avere molta più importanza del cavallo, o viceversa. In partite aperte ha più importanza l'alfiere, ma in partite chiuse rischia di venire ostacolato dai suoi stessi pedoni, mentre il cavallo con la sua capacità di scavalcare i pezzi acquista importanza. Spesso poi può succedere che un alfiere acquisti più importanza dell'altro: se ad esempio i pedoni nemici ostruiscono le case chiare l'alfiere camposcuro avrà più importanza dell'alfiere campochiaro.

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Andrea Pastore 06/09/2015

Corso di scacchi, lezione 6: il finale

Il finale è la parte conclusiva di una partita a scacchi. Non è ben definito quando finisce il mediogioco e inizi il finale, si fa riferimento a quest'ultimo quando i pezzi in campo sono molto pochi.
La principale differenza con il mediogioco è che, mentre in quest'ultimo il re deve essere tenuto al riparo dagli attacchi degli altri pezzi, in quest'ultima fase svolge un ruolo attivo, vicino alla zona in cui si svolge la battaglia in modo da poter difendere egli stesso un pezzo. Anche la lotta per la promozione dei pedoni è una caratteristica di questa fase, dato che essendo rimasti in pochi è molto probabile che siano passati (ovvero non hanno pedoni nemici sulla stessa colonna o in quelle adiacenti).

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Andrea Pastore 06/09/2015

Corso di scacchi, lezione 7: il tempo

Negli scacchi oltre ai pezzi c'è una risorsa su cui forse ci si sofferma di meno, ma non meno importante: il tempo. Nei tornei bisogna confrontarsi sia col tempo reale a disposizione (i giocatori hanno un tempo complessivo per le proprie mosse, se un giocatore esaurisce il tempo a sua disposizione perde la partita), sia col tempo di gioco scandito dalle mosse.  Ogni piano ha bisogno di un certo numero di mosse per essere realizzato, nel prepararlo bisogna domandarsi questo tempo non sia eccessivo e soprattutto bisogna chiedersi quali sono le intenzioni del nostro avversario e di  quanto tempo ha bisogno per attuare il suo piano.
All'inizio della partita il bianco ha un piccolo vantaggio, perché muove per primo: il nero reagisce alle sue mosse, e se il bianco non perde questo vantaggio facendo una mossa inutile (in tal caso si dice che perde un tempo. Ad alti livelli può essere un errore fatale, che può essere pagato con la sconfitta) avrà qualche possibilità in più di vincere la gara (man mano che prosegue, però, questo vantaggio si assottiglia fino a scomparire).
Essere in vantaggio di una mossa può essere determinante in una partita a scacchi, per questo motivo i gambetti sono così popolari: si concede un piccolo vantaggio materiale in cambio di una mossa di vantaggio, che chiaramente andrà valorizzata.

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Andrea Pastore 06/09/2015

Corso di scacchi, lezione 3: le aperture

Per apertura si intende la prima fase di una partita a scacchi. In questa fase fondamentale i giocatori devono sviluppare i propri pezzi in vista dello scontro vero e proprio, che è definito mediogioco. L La parte più importante della scacchiera è il centro, ed è buona norma muovere i pezzi in modo che attacchino le case centrali e contemporaneamente difendano i propri.
Tra le prime mosse bisogna sempre inserire quelle che muovono i pedoni centrali, nell'ottica di controllare il centro e di liberare le diagonali degli alfieri. È buona norma sviluppare rapidamente anche i pezzi leggeri (alfiere e cavallo), mentre i pezzi pesanti (torre e donna) nella prima fase della partita non devono essere mossi. L'immagine a fianco spiega bene il motivo: il giocatore bianco dopo aver giocato e4 ha mosso subito la regina, il nero ha risposto subito con Cf6 minacciando la donna e sviluppando un pezzo, mentre il bianco sarà costretto a muovere nuovamente la regina, perdendo un turno.
Nella lunga storia degli scacchi i più grandi giocatori di ogni epoca hanno studiato le aperture, che spesso prendono il nome del primo giocatore che le ha giocate o del luogo dove sono state giocate (ad esempio la difesa siciliana o la partita spagnola); al giorno d'oggi si può dire che sono state tutte analizzate, ma è ovviamente fondamentale conoscerle per raggiungere un buon livello di gioco. Le aperture sono state classificate in diversi tipi:

  • Partita: apertura in cui il sistema di gioco viene impostato dal bianco (es: partita spagnola).
  • Difesa: apertura in cui il sistema di gioco viene impostato dal nero; si verifica quando il nero decide di non rispondere simmetricamente alla mossa del bianco ( ad esempio gioca c4 in risposta a e4, entrando nello schema della difesa siciliana).
  • Gambetto: apertura in cui uno dei giocatori permette la cattura di un proprio pedone senza che questo possa essere ripreso immediatamente ma con la prospettiva di guadagnare tempo (sviluppando un altro pezzo mentre l'avversario mangia il pedone) e sferrare il primo attacco al re nemico. Tra i gambetti più popolari ci sono il gambetto di donna e il gambetto di re.
  • Controgambetto: apertura in cui uno dei giocatori gioca un gambetto in risposta a un gambetto dell'avversario. Un esempio è il controgambetto Falkbeer, giocato dal nero in risposta al gambetto di re.
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